lunedì 18 agosto 2014

[...]Lei, che non era mai stata incline a giochi virtuali, seppure innocenti; lei, che viveva il corteggiamento come una caccia e amava guardare il suo cacciatore dritto negli occhi, smascherando in pochi attimi le sue vere intenzioni; lei, che ora era preda di un fantasma di cui non sapeva nulla. Non un nome che risvegliasse sensazioni, non una voce che scavasse nei pensieri, non un viso su cui leggere le emozioni. Solo una fredda serie di numeri e sillabe, tante, veicolate da uno schermo.[...]

(Valter Padovani - Messaggio al buio - ed. Eroscultura)




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